La sesta edizione di Confini: il progetto di Sophia che porta gli studenti a contatto con storie di migrazione

E’ partita la nuova edizione di Confini dal Liceo Primo Levi. Il progetto di Sophia ha lo scopo di spiegare chiaramente agli studenti il fenomeno dell’immigrazione.

Integrazione ed immigrazione: la forza del progetto Confini

E’ partita  la nuova edizione di “Confini”, il progetto di Sophia con l’obiettivo di far conoscere e spiegare ai giovani, in maniera chiara, l’immigrazione attraverso il racconto di storie, momenti di testimonianza e di formazione . I ragazzi infatti, non percepiscono realmente questo fenomeno a causa della disinformazione e delle fake news. La recente edizione, la sesta da quando è cominciato il progetto nel 2015, per la prima volta si è dovuta tenere da remoto per via delle restrizioni a causa del perdurare della pandemia ed ha coinvolto una classe del Liceo Primo Levi. Le attività si sono svolte in due giornate nelle quali l’entourage del progetto, formato da Federico Cutrone, Mor Amar, Dullal e Mamadì, ha tenuto incontri coinvolgenti ed esperienziali. Il lavoro insieme da sempre contraddistingue il modo di approcciare di Sophia adottato in ogni progetto messo in atto. 

 

La storia di Dullal: “Là non morirai di fame”

Nel primo incontro, tenutosi Lunedì 8 Febbraio, i ragazzi hanno fatto la conoscenza di Dullal, giovane proveniente dal Bangladesh del quale avevano già letto la biografia in “Là non morirai di fame”. Il giovane, dopo un inizio difficile nel nostro paese, è stato accompagnato da Sophia in un processo di crescita personale e professionale. In seguito ha dato vita ad alcuni progetti e ora è anche socio dell’Impresa Sociale. Un racconto nel quale il bengalese ha messo in luce come la prospettiva di lavoro e di una vita migliore lo abbiano portato alla dura decisione di lasciare il proprio paese e i propri affetti. Colpiti dalla narrazione gli studenti hanno successivamente posto alcune domande al giovane:

“Hai mai avuto problemi di razzismo?”

“Senti la mancanza del tuo paese?”

“A cosa ti sei aggrappato per andare avanti?”

Abbandonare la propria famiglia non è stato facile per Dullal, ma in tal modo può adesso provvedere a prendersene maggior cura inviando loro una parte dei suoi guadagni.

I vari aspetti della migrazione: l’incontro con Mamadì

 Nel secondo incontro, gli studenti hanno potuto invece comprendere meglio il fenomeno della migrazione grazie alla spiegazione fornita da Mamadì, per la prima volta relatore all’interno del progetto Confini. Un processo di formazione cominciato con Sophia con l’obiettivo di far divenire il giovane a sua volta formatore nel proprio paese, la Guinea, spiegando le difficoltà e le pericolosità incontrate nella traversata per venire nel vecchio continente. Con l’ausilio di dati statistici, il ragazzo guineano e gli altri relatori hanno potuto mostrare agli studenti come la loro percezione del fenomeno sia errata. I giovani infatti si sono detti sorpresi nello scoprire che la percentuale dei migranti rispetto alla popolazione mondiale sia al di sotto del 4% e che il continente dal quale partono più persone sia l’Asia e non l’Africa, la quale invece si trova al quarto posto dopo America ed Europa. 

 

La migrazione è realmente un problema?

Durante le due giornate si è potuto riflettere su un fondamentale quesito: “I migranti sono realmente un problema?”. I dati puntuali e le testimonianze hanno permesso agli studenti di rispondere con maggiore coscienza. I migranti infatti portano un guadagno netto nelle casse dello stato, come delineato dal bilancio dello stato. Chi dunque arriva in Europa e nel nostro paese diviene una risorsa importante da coltivare. Integrazione e comunicazione diventano perciò strumenti necessari in contrapposizione con odio e pregiudizi con cui spesso i migranti devono interfacciarsi. Un modo per far aprire gli occhi a ragazzi giovani su un fenomeno mai veramente colto in pieno e verso il quale partiamo spesso prevenuti, facendo comprendere che dietro quei volti additati spesso come una minaccia o come un peso si nascondono storie di guerra, di disastri ambientali, di riscatto sociale. 

E’ solo l’inizio…

La nuova edizione è appena partita. Altre scuole, altri incontri saranno fatti. Altri ragazzi saranno coinvolti in questa esperienza che già per molti è stata illuminante.

 

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