SOGNI DI FUTURO E TALENTI: il report di Sophia sulle scelte degli studenti che guardano avanti.

La felicità è libertà, amore e realizzazione di sé, per 111 studenti di due licei di Roma: il report di Sophia Impresa Sociale che racconta un modo per dare ai giovani degli strumenti per raggiungerla attraverso il lavoro e l’università, sviluppando la capacità di ascoltarsi e capirsi, senza confrontarsi con modelli irrealistici. Questo “modo” è il percorso formativo Trova la TUA Facoltà che è arrivato alla sua terza edizione con una nuova formula a distanza, realizzato dall’impresa sociale romana per orientare i giovani nelle prime scelte di percorso.

Scarica la ricerca qui:  Ricerca di Impatto per Trova la TUA Facoltà 2021 online

L’indagine si è svolta nell’ambito della prima edizione online del percorso educativo, con lo scopo di scoprire come gli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori si relazionano alla prima delle grandi scelte decisive per il proprio futuro e di valutare se gli studenti invece hanno bisogno di strumenti di auto-ascolto e scoperta di sé.  Quali emozioni dominano la scelta? A quali modelli di riferimento si ispirano? Che valore danno al talento nel lavoro? Vogliono studiare e lavorare insieme? 

Per punti chiave, i risultati della ricerca commentati dalla psicologa specializzata nell’età adolescenziale Maria di Benedetto.

Dall’analisi delle risposte del questionario si può osservare come:

La maggior parte dei ragazzi e delle ragazze prova ansia, responsabilità, indipendenza e impegno pensando al proprio futuro.

“Non dobbiamo ostracizzare i sentimenti negativi. Provare ansia per la scelta universitaria o professionale è normale: si tratta pur sempre del primo vero grande bivio a cui sono chiamati i ragazzi. Ciò su cui dovremmo riflettere è come aiutare gli studenti a gestirli, anche e soprattutto a scuola, per non rischiare che questi sentimenti si trasformino in paure paralizzanti.”

Come figure di riferimento i ragazzi indicano in gran parte famigliari, mentre emergono poco figure come insegnanti e professori.

“Emerge chiaramente il problema della mancanza di punti di riferimento al quale la scuola sembra non essere in grado di rispondere: molti studenti infatti dichiarano di non confrontarsi quasi mai con un docente nè di considerare un loro insegnante come una figura di riferimento. Rimangono gli amici e i genitori dai quali però in età adolescenziale è bene distaccarsi”.

La metà dei ragazzi ritiene di non avere un talento. 

“I ragazzi hanno una difficoltà di base nel riconoscersi un talento. Di coloro che se ne riconoscono uno, due terzi lo identifica in caratteristiche esterne come fare sport, essere portato per le lingue, piuttosto che interne come determinazione, capacità di ascolto o aiuto per il prossimo.  Questo perché gli adolescenti per definirsi si confrontano con un modello esterno, che se proveniente dai social network è in genere irraggiungibile ed onnipresente.”

Più della metà dei ragazzi ha incluso il guadagno e la stabilità economica tra i criteri fondamentali di scelta del lavoro. 

“Gli studenti sembrano avere sogni positivi ma è come se si lasciassero schiacciare dalle pressioni esterne, spesso negative: la paura di sbagliare per esempio è sempre vista in relazione all’altro e non a sé stessi. Per questo i ragazzi includono il salario e la stabilità economica tra le caratteristiche che un lavoro dovrebbe avere, finendo poi per orientarsi verso facoltà considerate più sicure, che hanno più domanda di lavoro.

La maggior parte dei ragazzi è dubbioso di fronte all’ipotesi di conciliare studio e lavoro.

I social network assorbono il tempo degli adolescenti senza che loro se ne rendano conto: due ore passate davanti al cellulare hanno un peso molto diverso rispetto a due ore di studio, ma è probabile che loro non ne siano pienamente consapevoli. Per questo credono di non avere tempo per lavorare oltre che studiare, precludendosi di fatto l’occasione più concreta per comprendersi in relazione al lavoro.”

Nel complesso gli studenti che hanno partecipato a Trova la TUA Facoltà hanno mostrato quanto, ancora una volta, sia necessario imparare a distinguere tra sentimenti e pensieri, per gestire l’ansia e il vuoto che inevitabilmente si prova in questa fase di crescita; sia necessario promuovere soprattutto attraverso la scuola, progetti di orientamento che mettano a disposizione dei giovani delle figure di riferimento valide e realistiche; e quanto lo spazio nei cuori dei giovani per vivere il lavoro come espressione dei propri talenti vada difeso dal “perenne altrove” del mondo virtuale.

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