Nuove strade dal lavoro insieme: cosa è nato da Elpis.

Gennaio è stato un mese di lavoro – manuale – intenso per i giovani che hanno cercato in Sophia un aiuto per il lavoro: sono partite nuove commesse per la squadra di manutentori che cresce e si struttura insieme al percorso dei giovani. 

La squadra di lavori artigianali di Sophia Impresa Sociale è nata dal percorso di Carlo che, in difficoltà con il lavoro, si era rivolto al primo embrione del progetto Elpis in Sophia. Il progetto Elpis ha lo scopo di stimolare la progettualità, l’assertività e la consapevolezza nei giovani che hanno problemi ad entrare nel mondo del lavoro affinché scoprano il proprio valore e la professone che lo faccia emergere di più. Negli anni il progetto si è strutturato ed è cresciuto con affianco il Fondo di Beneficenza di Intesa San Paolo che gli ha permesso di accogliere sempre più giovani. Carlo era uno dei primi e veniva da anni di lavori pesanti e frustranti, che lo avevano svuotato senza che lui se ne accorgesse. 

Grazie ad Elpis in Carlo è rinata una scintilla. La strategia che l’equipe del progetto adotta è quella di creare per ogni giovane un percorso “su misura”. Nel caso di Carlo, il dialogo con il suo tutor – la persona alla quale ogni giovane all’interno del progetto si riferisce – aveva fatto emergere delle qualità preziose di diplomazia, di gestione degli spazi e una forte attitudine al lavoro manuale. In più, un desiderio di riscatto per sé e per chi era nella stessa condizione in cui si trovava lui.  “Insieme a Marco (presidente di Sophia) abbiamo valutato che questo mio desiderio poteva essere veramente fecondo anche per altri ragazzi. Così mi ha lanciato una sfida: quella di creare una squadra di lavori artigianali. Un ambiente di lavoro serio ma amichevole nel quale i giovani hanno la possibilità di sbagliare” spiega Carlo Guida, oggi a capo della squadra che ha già ospitato per un pezzo di strada più di 10 giovani. 

Quando ho iniziato avevo in mente un obiettivo specifico: sarebbe stato un luogo di riscatto personale, dove la bassezza delle mansioni non avrebbe mai compromesso umanità e dignità. A questo lego molto il mio passato, fatto di una serie di lavori manuali nei quali però l’aspetto umano era completamente messo da parte continua Carlo. L’obiettivo della squadra è infatti quello “ospitare” nel mondo professionale dei giovani che proprio grazie a questo tipo di lavoro compiono passi in avanti nel loro percorso di crescita lavorativa e personale. Sotto la guida di Carlo sono passati ragazzi che oggi lavorano in campi molto distanti ma che hanno maturato consapevolezze e capacità chiave impegnandosi nel lavoro con Sophia. 

Non credo esistano lavori umilianti, solo approcci umilianti. Si deve concepire il lavoro come un cammino, un percorso nel quale si parte dal basso e trovarne la bellezza. Per me la cosa più gratificante è vedere collaborare e crescere ragazzi che cominciano per le ragioni più diverse.”  Soprattutto durante la pandemia, questa possibilità ha rappresentato un porto sicuro per molti ragazzi in difficoltà: un’occasione non solo di lavorare, ma anche di respirare in un ambiente attivo di relazioni. Carlo, da beneficiario di Elpis a socio di Sophia, testimonia che ogni giovane ha in sé una luce preziosa per gli altri. Nel suo caso è una visione del lavoro che libera. 

Se vuoi scoprire di più su questo stile, puoi scrivere a Carlo qui: carlo@sophiacoop.it

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