Intesa Sanpaolo apre una finestra sul progetto Elpis. Ecco che ne pensa Federica.

Il Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo seleziona Elpis di Sophia nelle sue “Storie in prima persona”, una vetrina per i progetti più significativi che sostiene.

Federica Pennino, tutor e voce narrante dell’iniziativa ci racconta come ha accolto la proposta.

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Quando Intesa Sanpaolo ci ha chiamato per proporci di fare un video su Elpis ho provato entusiasmo, gioia. Ci siamo chiesti chi di noi avrebbe dovuto parlare e alla fine la scelta è caduta su di me. La gioia iniziale per un attimo si è trasformata in ansia. Non mi sentivo all’altezza e di colpo sentivo la fatica di tutto l’anno di lavoro. Mi sentivo in difetto per il mio accento siciliano e non ero soddisfatta di nessuno degli script che elaboravamo. 

Passata l’estate e ragionandoci a mente libera mi sono detta: io sono così, ho questo accento, questa inflessione, e credo che ai ragazzi non importa se gli sto affianco con un accento perfetto o meno. 

Quanto è stato difficile scegliere le parole per il progetto?

A settembre con Davide, un ragazzo che ho seguito nel percorso di elpis, ci siamo rimessi all’opera sullo script. E’ stato prezioso il suo supporto perché è riuscito a portarmi al cuore del discorso, invece che condizionarmi con l’esigenza di descrivere la mia professionalità. Mi sono sentita libera, serena e contenta delle cose. 

Elpis è un progetto che prende la forma della persona. Quindi, anziché raccontare i risultati, abbiamo scelto di raccontare lo stile di noi tutor. 

Prendiamo l’obiettivo dell’inserimento lavorativo, per esempio. E’ un indicatore del fatto che il progetto funziona, ma non descrive pienamente la vera sfida di Elpis. Una volta ottenuto un inserimento, il percorso continua. Per i ragazzi “pronti”, non è difficile arrivare al primo lavoro, il difficile è avvicinarsi e credere fermamente di poter arrivare a quello che un ragazzo sogna. 

Cosa ti è piaciuto di questa esperienza?

Ho sentito che per il progetto Elpis si è aperta una finestra sul mondo. Io sono sempre stata sicura che quello che facevamo era una cosa preziosa, nonostante le sue difficoltà. Questo video è stato come dire: anche altre persone capiscono la bellezza di quello che facciamo e abbiamo fatto e la vogliono mostrare.

All’inizio il progetto ha faticato a trovare sostegno ma noi abbiamo comunque deciso di portarlo avanti, con i nostri mezzi. Quando è arrivato il sostegno del fondo di beneficenza di Intesa Sanpaolo è arrivata anche la pandemia. Era un momento in cui il lavoro per i ragazzi mancava, ma grazie al fondo ce lo siamo inventati noi: alcuni giovani sono stati inseriti a lavorare in Sophia, per altri abbiamo creato un’area di lavoro protetta.   

 

Che cosa ti porti di questa esperienza?

Quando stavo preparando la registrazione, mi è venuto spontaneo chiedere supporto a Luca, beneficiario del progetto Elpis. Proprio come Davide, la sua risposta è stata un si. Quello che mi porto è che si è creato un team di lavoro dove quasi mi sentivo al pari loro, dove ho avuto prova della loro crescita. In un attimo, mi è venuto in mente quando si sono seduti di fronte a me per la prima volta, per dirmi che volevano fare il progetto Elpis, tanto tempo fa. Tanto tempo è passato, tutto speso bene, durante il quale abbiamo puntato a portare avanti le idee nel lungo periodo. A quel punto, non c’era neanche bisogno che parlassi più: bastava la loro presenza a raccontare il progetto Elpis.

Federica Pennino è tutor del progetto Elpis. Le puoi scrivere a questa mail.

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