“Creare valore attraverso l’integrazione” un anno dopo, Aziz parla a giovani studenti di Dakar delle difficoltà del suo percorso di integrazione.

“L’integrazione in Italia è troppo difficile perché ci sono delle persone che non vogliono stranieri come noi. Ora ho conosciuto la cooperativa Sophia. Loro mi hanno convinto di essere come loro, di lavorare insieme”

Con queste parole Aziz apriva l’intervista fattagli nel corso di “Creare valore attraverso l’immigrazione”, Il progetto di Sophia, sostenuto dal fondo della campagna “Liberi di partire, liberi di restare”, che mirava all’inserimento lavorativo di venti migranti in condizioni di vulnerabilità, attraverso un percorso personale e professionale. 

Aziz, o meglio Mbengue El Hadj Abdoul Aziz, ha iniziato il progetto nel 2019 mentre era in un centro di accoglienza qui a Roma. 

Penultimo di dieci figli, era emigrato dal Senegal per andare prima a Lione nel 2014 e poi in Italia nel 2018, per fare fronte alle spese familiari in seguito all’arresto del padre. 

Nel nostro paese sperava di rimediare alla vita da fantasma sociale che era costretto a condurre in Francia, privo di documenti, senza poter aiutare concretamente la madre, le sorelle e la fidanzata rimaste in Senegal.

Anche dall’Italia, nel centro di accoglienza di Santa Palomba, a Pomezia, riusciva a fare ben poco: non conosceva né la lingua italiana né le leggi italiane, vendeva caricabatterie alla stazione di Termini e aveva il tempo di permanenza contato.

Con il progetto  “Creare valore attraverso l’integrazione” a novembre del 2019 inizia un corso di elettricista, idraulica e manutentore presso il partner di Sophia “CefmeCTP”, sotto la guida del tutor ed esperto edile Giuseppe Alfonsi.

Il progetto prevedeva una formazione professionale, l’insegnamento della lingua italiana e l’inserimento lavorativo. Oltre a questo Giuseppe aveva l’incarico di seguire i ragazzi anche a livello personale, nel rispetto delle esigenze e dei bisogni del percorso di integrazione di ognuno.

Ci ha raccontato di Aziz, “Si era dimostrato da subito abile ed interessato ad imparare. Mi aveva colpito molto il fatto che non si lamentava mai, sembrava instancabile.  Non avendo nessuna qualifica e non potendo avere ancora un contratto ho proposto a lui ed altri ragazzi del progetto di fare anche il corso avanzato come Operatore delle strutture edili con competenze in edilizia sostenibile.”

Aziz accetta la sfida e supera l’esame finale del corso. Contemporaneamente inizia a studiare italiano, per un anno, da Gennaio 2020 a Marzo 2021. Un professore collaboratore di Sophia lo segue fino all’ottenimento del diploma di italiano A2 e B1.

Per favorire l’inserimento lavorativo, a marzo 2020, Aziz viene selezionato da Sophia per un team eterogeneo composto di nove persone, sei beneficiari del progetto e tre italiani, specializzato nell’ambito della pulizia di rifiuti, membrane e telai. Tuttavia a causa della sospensione dovuta al lockdown il progetto si ferma. Aziz, privo di documento e codice fiscale, ha difficoltà a trovare autonomamente lavoro e ad ottenere il vaccino covid-19.

Gli ostacoli aumentano anche nell’iter legale. Il giudice, osservando il percorso che stava svolgendo insieme a Sophia, aveva confidato ad Aziz che avrebbe meritato certamente la protezione umanitaria se fosse venuto appena dieci giorni prima, data dell’introduzione del nuovo “decreto sicurezza” che, di fatto, ne impediva la possibilità. Da lì in poi Aziz è costretto a vivere nell’illegalità

Sophia continua a credere nel suo percorso di integrazione e lui, d’altro canto, ha la forza di fidarsi e non fuggire.

Ad agosto del 2020, grazie ai diplomi ottenuti, Aziz inizia a lavorare per la riqualificazione e ristrutturazione dei locali e delle aree della società A.T.P. s.r.l., partner di Sophia, che lo assume con un contratto e gli garantisce l’ottenimento di un permesso provvisorio.

Aziz sa che un giorno arriveranno i documenti, si fida a tal punto di Sophia che decide di sposarsi con la fidanzata che lo aspettava in Senegal da 13 anni.

Finalmente ad Aprile del 2022 ad Aziz viene riconosciuta la protezione speciale e i documenti necessari per stare in Italia. Tutti i passi fatti nel suo percorso sono stati fondamentali: il lavoro che da due anni prosegue presso l’ATP, il diploma di Italiano, i corsi di formazione, la relazione con Sophia. In ogni ambito in cui si è impegnato, Aziz aveva dimostrato un’ottima condotta, a tal punto che nello stesso centro di accoglienza da tempo aiutava gli operatori nel loro lavoro.

Il buon esito del processo di integrazione, non ha interrotto il percorso con Sophia: Aziz oggi collabora con il progetto Educare Senza Confini nelle scuole di Dakar. Insieme ad altri migranti che Sophia ha accompagnato, meglio di chiunque altro può dare agli studenti che lo ascoltano in collegamento online dal Senegal, una testimonianza e uno sguardo lucido sulla realtà e le difficoltà dell’immigrazione. Le informazioni che hanno ora questi giovani senegalesi non rischiano più di essere distorte, parziali e superficiali. Ora potranno scegliere consapevolmente il meglio per loro, liberi di restare o di partire.

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