Educare Senza Confini 2021-22: Dullal riceve commosso le lettere degli studenti.

Io sono molto contento perché loro hanno scritto qualcosa quindi l’incontro con loro è entrato dentro il loro cuore. Per me è stata una grande sorpresa che gli studenti hanno usato la mia madrelingua. Quando l’ho letto è uscita una lacrima.”

Dullal, che per mestiere racconta la sua storia di migrazione nelle scuole medie e superiori di tutta Italia, ha scartato commosso i regali che gli hanno voluto fare gli studenti della scuola media Lupo Alberto di Roma, una delle 27 che hanno partecipato quest’anno al progetto Educare Senza Confini, di cui Dullal è il volto principale.

Gli alunni e le alunne di questa vivace classe hanno passato le tre ore previste per l’incontro in classe con Dullal a fare domande, richieste e chiarimenti. Prima di conoscerlo dal vivo, gli studenti avevano letto il libro “Là non morirai di fame” che racconta l’esperienza di migrazione e integrazione di Dullal. In classe, gli studenti sono rimasti tanto affascinati dal colore dei racconti di questo giovane ragazzo, partito dal Bangladesh giovanissimo e, anni dopo, ancora strettamente legato alla sua terra e alla sua famiglia, che hanno deciso di manifestare la loro solidarietà e vicinanza con dei doni e delle lettere. La professoressa scrive dell’incontro: “Un applauso da parte di tutto il gruppo e da parte mia a questo ragazzo gentile e garbato che con umiltà si è  prestato a firmare le copie dei testi, a farsi fotografare con il gruppo, a rispondere anche alle domande più personali.

Dullal ha ricevuto delle piantine, dei libri, dei quadernini, una borraccia, una candela, un sapone profumato e tante lettere, che lo hanno fatto sentire accolto e “coccolato”, e soprattutto, gli hanno fatto capire che la sua storia ha veramente la capacità di toccare il cuore dei giovanissimi, e di costruire un ponte di collegamento con il suo paese, che Dullal riesce a tenersi vicino svelandone la realtà e la preziosità a chi non lo conosce. 

Stupito e incredulo, Dullal ha scartato e letto con cura ogni lettera. Ha trovato apprezzamenti per il suo coraggio e la dedizione alla sua famiglia, incoraggiamenti ad andare avanti e ringraziamenti.

“Caro Dullal, 

Prima di Pasqua abbiamo avuto il piacere di conoscerti e parlare del tuo libro: “Là non morirai di fame”. E’ stata una giornata veramente intensa e indimenticabile perché abbuamo incontrato un ragazzo di un altro paese. E’ stato bello conoscerti attraverso il libro e poi incontrarti di persona e rivivere, passo per passo, tutti i momenti descritti nel libro. E’ stato emozionante soprattutto consocere il tuo paesee la tua famiglia e sono felice che in Italia hai trovato serenità e fportuna. Ti ho regalato un libro di Julius Verne: “Il viaggio del mondo in 80 giorni” perché parla di un viaggiatore come te che incontra popoli diversi e ha molte avventure. Sono sicuro che ti piacerà. ”

recita una delle lettere più commoventi per lui. 

Per la grande carica affettiva che si cela dietro la sua testimonianza, il giovane bengalese riesce a provocare negli studenti di tutta Italia, ormai da 7 anni, un cambiamento nella percezione del fenomeno migratorio, avvicinando docenti e studenti alle persone che reputano distanti, di cui hanno paura, diffidenza, o che disprezzano, e far sì che ciascuno impari dall’altro. Questa è la missione di Educare Senza Confini, il progetto educativo realizzato dalla Cooperativa Sophia, di cui Dullal è socio, che affianca la testimonianza “viva” di migrazione a laboratori sui dati e numeri del fenomeno migratorio. Soltanto nell’anno scolastico 2021-22, il progetto Educare Senza Confini ha coinvolto 2300 studenti di 97 classi di tutta Italia.

Guardando questi numeri sono pieno di gratitudine: gli occhi degli studenti, i feedback delle professoresse e l’entusiasmo di Dullal mi confermano l’importanza di realizzare progetti che avvicinano mondi apparentemente distanti.” Commenta Marco Ruopoli, presidente della Cooperativa Sophia. Questi numeri sono frutto della sinergia con Fondazione Migrantes – CEI, che Marco definisce preziosissima per lo sviluppo del progetto sin dal suo esordio. “La condivisione di valori e missione, ci ha permesso di valorizzare al massimo la fiducia di Fondazione Migrantes e di raggiungere ogni anno sempre più studenti e scuole.” conclude il presidente.

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