Confini è tra le SDG Good Practices dell’ONU: un progetto da replicare per il raggiungimento dell’ obiettivo 4.

Il Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite ha eletto il progetto educativo Confini sul tema dell’immigrazione una “SDG Good Practices”: lo svolgimento di questo progetto rappresenta una “scoperta di ispirazione” e una “storia di successo” alla quale guardare per colmare il gap che ci separa dalla realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030. Confini contribuisce in particolare al raggiungimento dell’Obiettivo 4 “Obiettivo 4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti

Confini contribuisce creando consapevolezza sulla ricchezza che una società multiculturale rappresenta, nella promozione dello scambio, nella corretta informazione e nel rispetto reciproco. In particolare Confini permette agli studenti di formarsi una propria personale opinione sul fenomeno migratorio a partire dalla condivisione di informazioni corrette”. La pagina dedicata a Confini è qui. 

Il percorso formativo di Confini incoraggia negli studenti la maturazione di una nuova percezione nei confronti dell’immigrato attraverso, in primo luogo, la lettura di storie e l’incontro con chi ha vissuto in prima persona l’esperienza della migrazione; e in un secondo momento attraverso un laboratorio che consente agli studenti di acquisire le principali nozioni sul fenomeno migratorio in termini di numeri, dati economici, motivazioni e leggi relative all’immigrazione.

Giunto alla sua sesta edizione, Confini ha debuttato all’estero in Guinea e in Senegal, diventando “Educare Senza Confini” affinché anche nei paesi dove è forte la spinta ad emigrare si potessero condurre progetti di educazione e sensibilizzazione sui rischi e sulla realtà della migrazione promuovendo il processo di integrazione fin dal principio. 

Ad oggi, più di 8000 studenti in tutta Italia hanno letto e ascoltato le esperienze di migrazione di Mor Amar, socio fondatore di Sophia e rifugiato politico dalla Mauritania e di Dullal Gosh, socio e formatore, il cui viaggio dal Bangladesh è raccontato nel libro Là non morirai di fame scritto con Caterina Amodio. 

Per l’a.s. 2021-22, Sophia Impresa Sociale sta già prevendendo di arricchire ulteriormente il progetto con nuove storie di giovani e nuovi materiali di supporto: se è interessato\a al progetto per le sue classi, può chiedere informazioni contattando la mail progettiscuole@sophiacoop.it 

Invece, ad essere riconfermata sarà sicuramente la metodologia di formazione Information and Knowledge for Change (IK4C) che ha valso al progetto la nomina di good practice, sviluppata da Sophia anche grazie al sostegno della Fondazione Migrantes. 

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