Caro diario, dimmi chi sono, che io non lo so.

Caro diario…

Sono turbato ed esaltato allo stesso tempo. Per tutto il giorno non ho fatto altro che pensare alle domande che mi ha fatto Federica questa mattina durante il primo colloquio per Elpis – lei è una dei tutor per la cronaca -. “Che cosa ti piace?” “In cosa sei bravo?”. Non ho saputo rispondere. A nessuna delle due. 

A quelle parole mi sono bloccato, come una statua di sale. Ho ricercato nella mia mente qualcosa da dire, ma mi è uscito solo un laconico “Booh, non saprei”. E’ possibile ancora a 23 anni non sapere cosa mi piace, ho pensato. E allora dopo un breve silenzio ho provato a dire qualcosa di sensato spiegando quanto in effetti mi piacesse scrivere sebbene non avessi mai realmente provato e che in realtà mi ritenessi piuttosto scarso – la mia poca propensione alla scrittura era già stata evidenziata dalla mia professoressa di italiano delle medie… -.

Il mio disagio era palese. Federica però era tranquilla, con un’espressione rassicurante sul viso. Ogni tanto, mentre vomitavo le mie preoccupazione sull’università e sul mio futuro, si segnava qualcosa sul suo taccuino. Chissà cosa sta segnando di così importante… ho pensato più volte durante il colloquio.

Dopo il mio soliloquio, ha estratto un cartellone che riassumeva il progetto: un percorso con diverse tappe che avremmo fatto insieme.

La prima – quella in cui starei io – consiste nel trovare un lavoro di sussistenza che permetta al ragazzo – cioè a me – di avere una certa indipendenza economica e di relazionarsi con il mondo lavorativo, per responsabilizzarlo.

“Interessante” è stato il mio primo pensiero. “L’unico problema è il tempo” ho detto poi a Federica. Effettivamente dove dovrei inserire il lavoro? Già devo seguire le lezioni, poi devo studiare per gli esami – senza contare le uscite con gli amici, lo sport e la Roma – 

Federica deve aver notato il mio tentennamento, perché ha subito incalzato “Non ti piacerebbe poi andare via di casa? essere indipendente?”.

Boom. Mi ha preso alla sprovvista. Però è stata molto efficace devo dire. Ho detto sì e così è iniziato il mio percorso con Elpis. 

Con Federica ho già preso appuntamento per vedermi il mese prossimo, per parlare dei progressi nella ricerca del lavoro.

Come ti ho scritto prima, sono turbato ed esaltato allo stesso tempo e ora puoi forse capire il perché.

Sinceramente trovare un impiego come pony pizza o commesso non mi esalta, e non so come effettivamente fare con lo studio.

Sento però che questo può effettivamente essere un punto di svolta. Non so spiegarti il perché. Lo sento e basta. La prospettiva di essere indipendente, di andare via di casa, mi intriga, sebbene in parte, ovviamente, mi spaventi.

So che può essere il passo per capire anche cosa fare della mia vita.

Sono più esaltato che turbato in effetti. Ti farò sapere appena ci saranno novità. 

Ettore

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