Ti piace quello che fai? No. Da qui, il percorso di Andrea

Mi sono laureato in ingegneria biomedica nel gennaio 2024 e ho cominciato a lavorare come sviluppatore software. Dopo un po’ mi sono trovato in una fase di stallo. Avevo una sensazione di frustrazione, pesantezza e inadeguatezza ma c’era anche confusione perché non capivo da che dipendesse.
Un giorno un mio collega più grande un po’ a bruciapelo mi ha chiesto se mi piacesse quello che facevo. “No, in realtà no.”
Di lì a poco, ho lasciato il lavoro. Il percorso con Federica si è concentrato molto su cosa fare quindi, cosa avrei voluto fare e perché.
Guardando un po’ dentro di me ho trovato un filo rosso che congiungeva valori e motivazioni, il desiderio di stare a contatto con il pubblico. Sono emerse le professioni sanitarie e ho cominciato a mandare CV. Avevo comunque il desiderio di puntare dritto verso quello che immaginavo essere per me. Quindi ho scelto fisioterapia.
La cosa bella è che sto vivendo in maniera diversa questo percorso universitario. Prima nello studio vivevo un grande senso del dovere, fatica e anche un po’ di ansia. Invece adesso mi viene da prendere le cose con più tranquillità, godendomi anche lo stare con i colleghi di corso.
