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Wow: Sono speciale! Gabriella è felice dove non pensava

Fin dal liceo, ho sempre lavorato con i bambini come babysitter e aiuto compiti. Mi piaceva stare con i bambini dopo scuola, consolarli se a scuola qualcosa era andato male, giocarci. Non consideravo importante questa cosa per scegliere che facoltà e che lavoro fare. Tanto più che non volevo proprio lavorare dentro la scuola.

Ho conosciuto Federica quando ho deciso di cambiare facoltà e provare a fare di questo desiderio di stare con i bambini il mio “primo” lavoro. Mi spaventavano altri 5 anni di studio che avrei dovuto cominciare a 24 anni. Comunque nel frattempo avevo bisogno di lavorare.

Avevo trovato impego come OEPAC. Non mi piaceva molto come lavoro. Però stando in classe mi sono ricreduta su quello che poteva essere il mio ruolo dentro scuola: c’erano tanti bambini che stavano in periodi un po’ difficili a livello familiare, o in crisi. Vedere che potevo aiutarli già in classe è stata la cosa che mi ha spinto a voler rimanere nella scuola.

Ho chiesto a Federica aiuto per il lavoro. Lei mi ha proposto un doposcuola con due sorelle con la sindrome di Down. Per me è stata una novità molto bella. Non avevo mai lavorato con bambini con la sindrome di Down. I genitori mi hanno dato carta bianca e mi sono potuta sperimentare con loro con tante attività e giochi. Anche a scuola ho cominciato ad avere modo di fare attività di gruppo e mi è cominciato a piacere di più.

Da settembre sono diventata insegnante di sostegno grazie al lavoro sul CV che ho fatto con Federica. È stato molto bello perché Federica mi ha aiutato a tirare fuori tante qualità che io davo per scontate. Ho detto “Ah cavolo, quello che faccio è speciale”. Abbiamo descritto le attività che avevo inserito nel CV, integrando con gli obiettivi che ho avuto e il feedback dei genitori. Al colloquio mi hanno fatto molte domande proprio sulle attività che avevo descritto con Federica. Alla fine, hanno preso me nonostante l’altra candidata, sulla carta, avesse una formazione più in linea con la proposta di lavoro.

Sono molto felice come insegnante di sostegno, ho più responsabilità, posso stare di più con i bambini e lavorare con tutta la classe.

 

L’immagine copertina di questo articolo è generata con l’IA.