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Giuditta e le mille sfaccettature di un sogno che tornano a brillare

Al liceo il mio sogno era di lavorare come esperta di disturbi alimentari, per aiutare le ragazze in difficoltà. Questo un po’ per la mia storia personale e un po’ perché il campo dell’alimentazione mi ha sempre affascinato. 

Ho fatto tutti i miei studi seguendo una sorta di guida: laurea, abilitazione, ho fatto tutto bene. Ma più andavo avanti meno mi sentivo adeguata e capace di fare un lavoro del genere. Alla fine del percorso, avevo tutte le carte in regola ma non riuscivo attivamente a muovermi, ero proprio bloccata tant’è che ho deciso di prendere una scelta facile nel senso che mi è stato proposto un assegno di ricerca in neuroscienze e ho accettato.  

Mi sono rivolta ad Insieme per il Futuro a settembre, perché a febbraio di quest’anno mi sarebbe finito l’assegno. Mi sono presentata da Federica con un piano tutto scritto di possibilità e strade. Avevo molta ansia perché dovevo trovare un lavoro. Lei ha ascoltato tutta la mia organizzazione. Poi mi ha guardato e mi ha detto: “Ma in tutte queste cose, Giuditta dov’è?”

Questa domanda mi ha proprio colpito. Il mio sogno in tutti quei fogli scritti lo avevo proprio messo da parte. Non so a chi dovevo rendere conto diventando chissà chi. Lei mi ha detto di togliere tutti quei progetti e mi ha proposto di fare un lavoro diverso, cercare solamente di ascoltarmi. Chiedermi che cosa voglio, cosa desidero, di immaginarmi il lavoro dei miei sogni, dov’è che mi sarei vista inserita. 

Io mi sono sentita ascoltata: quella proposta nasceva da un ascolto nei miei confronti e quindi ho detto voglio provarmi a fidare. Federica mi ha raccontato la sua storia e mi ha ispirato fiducia. All’inizio ero nel panico perché quella domanda non me l’ero mai posta. Ad un certo punto però è stato proprio bello rendermi conto che mi stavo permettendo di vedermi, di dirmi che anche io ho diritto a decidere e desiderare.

Questa emozione non mi ha dato una risposta concreta, ma un desiderio di guardare che la mia esperienza con i disturbi alimentari mi ha portato anche a coltivare un’altra possibilità e un desiderio di amore verso l’altro, ovvero esser qualcuno che dietro le quinte sostiene chi vuole emergere e ritrovare la bellezza. 

Con Federica poi siamo partite da questo immaginario e desiderio e abbiamo cercato come tradurlo a livello lavorativo. Mi ha trasmesso questa modalità di lavoro dall’interno verso l’esterno, prima ascoltarsi e poi cercare. C’è stata quindi una fase in cui mi ha invitato ad osservare, sentire anche partendo dal presupposto che non per forza questo desiderio si doveva tradurre in diventare nutrizionista. 

Ad oggi, ho capito che quel desiderio di cura ha dentro anche tanta voglia di stare accanto ai bambini. Parlandone con Federica, mi ha proposto di provare a sperimentarmi nell’insegnamento delle materie scientifiche, che conosco bene e che mi piacciono. Magari un domani il mio sogno si realizzerà ma nel frattempo sono grata proprio di aver trovato una persona che non ha visto Giuditta biologa ma ha visto le Giuditta nelle sue mille sfaccettature.