Educare Senza Confini: per ridurre le morti inconsapevoli di chi cerca speranza.

I giovani migranti che muoiono in mare partono dai loro paesi d’origine senza essere consapevoli dei pericoli a cui vanno incontro. Secondo i dati dell’agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) da inizio 2021 sono più di 620 le persone che hanno perso la vita mentre cercavano di attraversare il Mediterraneo per scappare dall’Africa e raggiungere l’Europa. Per limitare queste “vittime inconsapevoli”, Sophia Impresa Sociale, da sempre impegnata per l’accoglienza e l’integrazione, ha avviato il progetto educativo Educare Senza Confini con l’obiettivo di formare i giovani del Senegal e della Guinea sui rischi dell’immigrazione clandestina e sulle vie legali per raggiungere l’Europa.

In Aprile si è svolta un’edizione “pilota” del progetto a Conakry, in Guinea dove sono stati coinvolti più di 750 studenti del Lycée Bonfi, per collaudare il progetto, creare una rete di istituti aderenti e soprattutto, conoscere da vicino i desideri dei giovani di lì. Come educatori, il progetto ha avuto Mor Amar, da anni formatore per i progetti educativi di Sophia nelle scuole in Italia, e, per la prima volta in questa veste, Mamady Camara, giovane che a 17 anni ha deciso di lasciare la sua Guinea senza avvertire la famiglia o avere una qualche informazione sull’Europa e sulla difficoltà del viaggio. Dopo essersi formato con Sophia e aver partecipato a diversi progetti educativi, è voluto tornare nella città dove è cresciuto per formare i giovani sui pericoli dell’emigrazione partendo proprio dalla sua esperienza personale: la prigionia in Libia, il trauma di affrontare un viaggio pericoloso e il difficile percorso di integrazione una volta in Italia. Proprio per portare testimonianza della sua storia, piena di luci ed ombre, Mamady ha voluto partecipare a questo progetto. 

“Voglio che loro sanno prima di partire”, ha rivelato Mamady in questo video.

E’ proprio la mancanza di informazioni il problema più grave. Da una ricerca condotta nel 2020 da Sophia su 75o studenti di 4 licei di Dakar, Senegal, è emerso che che nonostante il 9 ragazzi su 10 abbiano espresso la volontà emigrare, solo un terzo conosce la pericolosità del viaggio e le vie legali per raggiungere l’Europa. Una disinformazione che, secondo la ricerca, parte dalla scuola: gli insegnanti infatti non hanno le competenze per affrontare in maniera approfondita l’argomento e i giovani traggono informazioni – spesso distorte – da fonti poco attendibili, come internet, la TV e le storie di amici e parenti che ce l’hanno fatta.

Anche a Conakry i professori e gli studenti sono stati “interrogati”: Mor e Mamady hanno somministrato questionari per valutare anche per gli studenti Guineani, il livello di informazione circa il fenomeno migratorio, le loro fonti di informazione e la propensione a emigrare. Attendiamo l’analisi delle risposte che l’unità di ricerca di impatto di Sophia sta elaborando in collaborazione con l’HEC di Montréal.

Nel frattempo, abbiamo avuto un “primo feedback”: le parole emozionate degli studenti e dei giovani che hanno partecipato numerossissimi all’evento finale del progetto. Nonostante il covid-19, che in Guinea non impedisce di frequentare la scuola, si è potuta tenere una festa nel cortile dell’istituto superiore alla quale l’ufficio di Roma ha partecipato stupito e entusiasta in streaming. 

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