Caro Diario, dimmi chi sono che io non lo so.

Caro Diario

Ti avevo lasciato un pochino in sospeso la scorsa volta, mi rendo conto. Ti sarai anche un pochino preoccupato. 

Ora però sto meglio. La preoccupazione che avevo avvertito forte è pian piano svanita e mi sto focalizzando sulla strada che voglio percorrere. 

Tanto è vero che ho iniziato ad insegnare ad un liceo, il mio vecchio liceo. Ebbene sì. Le emozioni si sono sprecate. Varcando la soglia dell’ingresso mi è venuto quasi da piangere. Tra l’altro è rimasto tutto uguale… persino i bidelli sono rimasti così. 

E’ come se la scuola fosse rimasta sotto ghiaccio per un secolo e l’avessero rinvenuta da poco.

Scherzi a parte. I ragazzi del liceo sono diversi però da quelli delle medie a cui avevo fatto qualche lezione. Fanno più casino e bisogna saper catturare la loro attenzione, rendere accattivanti anche argomenti molto pesanti. Lo so sto parlando da nonno. Mi ci fanno sentire anche in classe. Specie quando si tratta di questioni tecnologiche o informatiche. Non ti dico quando bisogna far partire il proiettore o il computer…

Tralasciando questi aspetti però sento veramente una carica unica. Anche perché ricordo come ci si sentisse “dall’altra parte”, da studente, dietro il banco. Vedere nel professore un nemico, ma anche il sentire l’ansia per un’interrogazione e l’angoscia per i voti. 

Il tutto devo dire partiva sempre dalle aspettative che avevano i miei su di miei o che io stesso avevo su di me. Tutto era un peso ed un ostacolo a quello che volevo fare: niente. Niente e scrivere ogni tanto, quando capitava. 

Ecco. Io non vorrei mai far sentire gli studenti così. Vorrei anche aiutarli. Mettere le insufficienze è la cosa che mi pesa più di tutte. Capisco anche quando i miei professori lo dicevano – sebbene non ci abbia mai creduto – . 

Comunque ho anche ricominciato a scrivere. Ovviamente a mano. Sai che amo vedere il foglio bianco sporcarsi di inchiostro mentre la penna scorre tessendo ragnatele di parole. Sto ritrovando il gusto di quando ero bambino nel farlo. Per adesso è un passatempo come tanti. Ma vorrei che un giorno queste parole possano essere d’aiuto a qualcuno.

Non ti preoccupare non sto scrivendo niente di che o di serio. 

Ti terrò aggiornato come al solito.

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