Scuola Itinerante al tavolo giubilare: “C’è da imparare dallo spettacolo viaggiante”

In occasione del Giubileo dello Spettacolo Viaggiante, il dicastero dello Sviluppo Umano Integrale ha riunito un tavolo di lavoro in rappresentanza del mondo itinerante per camminare verso una maggiore accoglienza, conoscenza e condivisione di vita tra questo folkloristico mondo e la Chiesa. Al tavolo è stato portato anche il progetto Scuola Itinerante che si propone di offrire un modello di riferimento per una scuola inclusiva anche per i figli degli esercenti dello spettacolo viaggiante.
Perché convocare un tavolo giubilare intorno allo spettacolo viaggiante? Cosa crea distanza tra il mondo itinerante e il mondo “fermo”? E soprattutto, perché la Chiesa desidera che questa distanza non sia anche di “politiche”, di mente e di cuore?
Hanno discusso di questo i professori, sacerdoti e professionisti convocati lo scorso 9 settembre al Dicastero dello sviluppo umano integrale, che hanno offerto uno sguardo profondo sul mondo itinerante, capace di cogliere valore tradizionale e contraddizioni scomode che la sola esistenza di questo mondo fa emergere.
Tra le contraddizioni, ce n’è una che ci è particolarmente cara, portata da Padre Sascha Ellinghaus, direttore nazionale della pastorale dello spettacolo popolare della Conferenza episcopale tedesca :
chi appartiene allo spettacolo viaggiante ha reso la sua vita umana e lavorativa specchio della vocazione di portare gioia.
Come ci racconta don Pierpaolo Felicolo, direttore della Fondazione Migrantes, questa vocazione si traduce in mestieri multiformi: artisti del gessetto, burattinai, musicisti di strada oltre ai più noti artisti del circo e del luna park, professioni poco note e poco prese sul serio. Dietro ad ognuna di queste professioni infatti c’è un grande portato culturale tramandato e perfezionato di generazione in generazione, tanto che, come sottolinea la dott.ssa Caruso dell’università di Pisa, è anche riconosciuto come patrimonio UNESCO.
Questo riconoscimento non si traduce però in processi e sistemi effettivamente capaci di accogliere le specificità di questo mondo. Questo si rende evidente guardando al mondo della scuola: “Permane l’idea che itineranza sia sinonimo di vagabondaggio, o di prestare attenzione solo al gioco e al divertimento, senza considerare che per loro e la loro famiglia vuol dire lavoro, investimento e futuro.” a parlare è Sara Vatteroni, direttrice regionale degli uffici Migrantes e responsabile del progetto di inclusione scolastica per i figli degli esercenti dello spettacolo viaggiante “Scuola Itinerante”.
Continua: “Non esiste una norma specifica che disciplini il diritto allo studio per i minori che crescono in famiglie viaggianti.”
Di contro, il mondo itinerante è una fucina di idee e creazioni che includono chi è ai margini, come illustra Alessandro Serena direttore di Open Circus.
Ora, proprio nel caso della scuola, grazie alla sperimentazione del progetto Scuola Itinerante, questo mondo sta diventando la fonte di una progettualità capace di superare le barriere di accesso al mondo dell’istruzione non soltanto per gli studenti itineranti, ma anche per tutti quei bambini ed adolescenti che non vogliono e non possono a causa del momento di vulnerabilità che vivono frequentare la scuola in presenza.
La soluzione viene da un’esperienza di emergenza che abbiamo tutti vissuto, quella del periodo del covid, in cui la continuità didattica è stata affidata alla tecnologia. Un team di tutor dedicati per materia infatti segue gli studenti itineranti tramite lezioni online attraverso una didattica arricchita con metodi innovativi per stimolare un coinvolgimento reale degli studenti, come la flipped classroom.
L’effetto di questa progettualità, arrivata al terzo anno, riguarda anche il tema della fiducia nell’istituzione scolastica, da parte degli studenti e delle famiglie itineranti. Una fiducia intaccata da una lunga storia di comunicazione intermittente, incomprensione e pregiudizio.
La nostra conclusione torna sul punto sollevato da padre Sascha: la scelta di vivere integralmente la propria vocazione magari può scomodare, ma sicuramente porta valore, più valore, sia per chi la vive che per chi sta intorno.
Il progetto Scuola Itinerante è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minori e cofinanziato da Fondazione Migrantes – CEI. Il progetto è realizzato da un partenariato guidato da Sophia Impresa Sociale e Casa Betania, sostenuto con i fondi dell’8×1000 e da Impresa Sociale Con I Bambini.
