Passa al contenuto principale
italian-flag french-flag english-flag

Ho fame di vita e di possibilità: il nuovo progetto auto-imprenditoriale di Thomas

Due anni fa, quando vivevo a Bergamo, dicevo: “non ho sogni”.
Oggi, invece, sto avviando una mia piccola attività a Roma e ho capito che forse quello che mi mancava non era un sogno, ma la capacità di sognare.

All’epoca dicevo: “odio lavorare con le persone”. Per questo avevo scelto di lavorare in fabbrica e relazionarmi con le macchine. Ma non mi sentivo nel posto giusto e decisi di fermarmi. Dentro di me c’era una passione per il calisthenics e per il fitness, che desideravo trasformare in qualcosa di concreto.

La svolta è arrivata quando ho intrapreso un percorso spirituale a Bergamo. È stato lì che ho deciso di trasferirmi a Roma per formarmi e lavorare nel settore che davvero mi interessava.
Sempre grazie al percorso spirituale ho iniziato il percorso di accompagnamento con la cooperativa Sophia “insieme per il futuro”, per capire meglio chi ero e cosa cercavo nel lavoro.

All’inizio ho seguito l’istinto: ho lavorato in diverse palestre per fare esperienza e creare relazioni con i clienti. È stato un periodo di scoperta.
Ho capito che non volevo essere un dipendente, che il calisthenics era una passione ma non la mia strada professionale, e che invece mi piaceva allenare persone adulte e anziane e accompagnarle in un recupero funzionale delle attività motorie. Con molte di loro è nato un rapporto di amicizia che è andato oltre l’ora di allenamento.

Alcune esperienze negative sul lavoro mi hanno poi dato la spinta per costruire qualcosa di mio. Grazie ai professionisti che mi ha messo a disposizione Sophia, alla formazione all’autoimprenditorialità e a uno spazio che mi ha concesso la parrocchia del quartiere, ho potuto aprire uno studio di chinesiologia, che ho chiamato “Rebalance”.
Il nome racchiude quello che faccio: aiutare le persone a ritrovare equilibrio fisico, promuovere l’invecchiamento in salute e il recupero funzionale nelle attività quotidiane.

Chi si allena con me non viene solo per fare sport, ma per la relazione.
Anche se fossi il migliore del mondo, non cambierebbe: le persone tornano perché insieme scherziamo, ci sosteniamo e impariamo a prenderci cura di noi stessi.

Oggi non direi che sto “realizzando un sogno”, ma che sto seguendo un’energia, una fame di vita e di possibilità che vorrei potessero vivere anche altri della mia generazione.
Di recente ho proposto a un amico, appassionato di fitness ma fermo da anni, di lavorare con me nello studio. Ha accettato subito — come se aspettasse solo l’occasione per rimettersi in gioco.